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La sindrome dell’ovaio policistico: i benefici di una dieta controllata

La sindrome dell’ovaio policistico o policistosi ovarica (PCOS) è una patologia molto diffusa che colpisce il 7-19% delle donne fertili. L’esordio della malattia lo si ha in età puberale, però una vera e propria diagnosi viene fatta spesso solo dopo i 20 anni di età. Anatomicamente la struttura dell’ovaio risulta alterata e policistica. La policistosi ovarica si manifesta con uno squilibrio endocrino che causa anomalie del ciclo mestruale che col tempo può portare a infertilità, cicli anovulatori, amenorrea, oligomenorrea, metrorragia o ciclo labile ed aborti ripetuti, nel 30-50% dei casi.

Allo squilibrio endocrino è associato, inoltre, uno squilibrio metabolico correlato a rischi di obesità, di aumento del colesterolo e dei trigliceridi, di aumento della pressione sanguigna, diabete, aterosclerosi precoce, gestosi.
A causa dello squilibrio iperandrogenico, poi, si ha una maggiore tendenza alla virilizzazione, con massa muscolare che tende all’ipertrofia, stempiatura, alopecia, seno piccolo, irsutismo e acne.

I benefici della dieta in caso di ovaio policistico

Sono molteplici i benefici che una dieta monitorata da una nutrizionista può apportare a chi soffre di questa patologia.

Di fatti, un regime alimentare controllato contribuisce a:

  • Accentuare il dimagrimento senza diminuzione del metabolismo;
  • Scomparsa dell’acne;
  • Un miglioramento dell’alopecia e dell’irsutismo (crescita anomala di peli);
  • Miglioramento della sindrome metabolica;
  • Aumento di cicli mestruali più frequentemente ovulatori con conseguente miglioramento della funzionalità ovarica;
  • Miglioramento del tono dell’umore;
  • Diminuzione del rischio di aborto.

Tipologia di dieta per la policistosi ovarica

La dieta che consiglio alle pazienti affette da policistosi ovarica è di tipo antinfiammatorio, a basso carico glicemico, tendenzialmente low-carb (tranne per le donne sottopeso), prevede l’eliminazione di latte e dei suoi derivati e della soia. In questi casi, inoltre, una dieta corretta prevede l’assunzione di proteine nobili e grassi salutari. Per quanto concerne gli spuntini, questi vanno fatti solo se necessari scegliendo tra frutta fresca o frutta secca, pane di segale con cioccolato fondente o yogurt preferibilmente bio.

Un esempio di dieta per chi soffre della sindrome dell’ovaio policistico

A colazione
Per l’apporto di carboidrati (glucidi), consumare frutta preferibilmente con buccia, e pane di segale, o fiocchi d’avena, o fette biscottate integrali.
Come fonte proteica (protidi) consumare uova, salmone selvaggio, affettati senza conservanti, ricotta o yogurt.
Per l’apporto di grassi (lipidi) consumare: burro ghee, frutta secca o crema di frutta secca.

A pranzo
Come primo: 60-80 grammi di cereali integrali in chicchi (saltuariamente pasta/gnocchi/ polenta ecc.)
Come secondo: scegliere tra carne bianca o rossa (100-130 gr), pesce fresco (120-150 gr), 2 uova o legumi cotti (100-150 gr). Aggiungere della verdura cotta come contorno.
Non esagerare con il condimento, si consigliano non più di 15-30 gr di olio evo.

A cena
Scegliere tra carne bianca o rossa (100-130 gr), pesce fresco (120-150 gr), 2 uova o legumi cotti (100-150 gr) evitando di replicare gli stessi alimenti del pranzo. Aggiungere della verdura cotta come contorno.
E’ prevista l’assunzione di carboidrati a cena solo se necessari
Anche a cena si consigliano non più di 15-30 gr di olio evo (2/3 cucchiaini).

Il suddetto esempio di dieta ha uno scopo esclusivamente informativo e non sostituisce l’elaborazione di una terapia alimentare personalizzata realizzata successivamente ad una valutazione e un’anamnesi accurata.

Gli integratori alimentari per la policistosi ovarica

Da recenti studi è emerso che alcuni nutrienti (vitamine e sali minerali) influenzano l’insorgenza della patologia.
Il consiglio è di integrare l’inositolo in associazione con acido folico, lo zinco che migliora la sensibilità insulinica e gli stati depressivi, il magnesio perché aiuta nella sintomatologia dolorosa, e la melatonina che, in questi casi, protegge i follicoli dallo stress ossidativo.

Lo sport riveste un ruolo di fondamentale importanza nei casi di PCOS, in particolare si consiglia di praticare attività motoria aerobica 3 volte a settimana per almeno 45 minuti per garantire un miglioramento nella frequenza dell’ovulazione e per riscontrare miglioramenti nei pazienti insulino resistenti.

Lepore-Luigia-Biologa-Nutrizionista

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