Anche solo a sentirla nominare ci vengono i brividi. E’ un argomento un po’ “scomodo” per noi donne che attendiamo questo periodo dell’anno per mostrarci in tutto il nostro splendore. Eccola li: sua signora la cellulite!
Combatterla è una questione di orgoglio femminile, ma per farlo bisogna conoscerla bene, affinché si possano capire meglio le strategie da attuare per contrastare quei fastidiosi disagi di cui noi tutte faremmo volentieri a meno.

La cellulite: il processo biologico e le cause scatenanti

La cellulite è un inestetismo della pelle molto diffuso che ha cause multifattoriali e che, purtroppo, non risparmia nessuna, nemmeno quelle donne più attente al peso e al proprio benessere.
La presenza di cellulite è innanzitutto causata da un indebolimento del tessuto connettivo che tiene paralleli il tessuto muscolare e l’epidermide sovrastante al grasso corporeo sottocutaneo.
La causa dell’indebolimento del tessuto connettivo è da ricercare nell’azione degli estrogeni (ormoni prodotti sia dalle donne e in minime quantità anche dagli uomini) che attraverso i fibroblasti (cellule del tessuto connettivo), vanno ad agire sulla collagenasi che è un enzima che ha la funzione di rompere i legami peptidici del collagene (principale proteina del tessuto connettivo).
A causa di questo processo , il connettivo si indebolisce perdendo la sua forza, creando delle onde sulla cute poiché gli adipociti (cellule del tessuto adiposo) tendono a spingere e a protrudere dalla superficie formando così quell’odioso aspetto della pelle a “buccia d’arancia” o a “materasso”.
Tutto questo meccanismo porta con sé delle aggravanti per l’organismo non di poco conto, quali:

  • Scarsa circolazione sanguigna
  • Debolezza dei tessuti con conseguente poca resistenza ai traumi
  • Perpetuato aumento degli adipociti che fanno accumulare ancora più cellulite

Possiamo dunque parlare di un vero e proprio circolo vizioso, più si accumula cellulite, più si produce cellulite.
Ma oltre all’azione degli estrogeni, un altro fattore scatenante è lo sbilanciato rapporto dei recettori adrenergici che rappresentano i recettori influenzati dalle catecolamine (adrenalina e noradrenalina).
Questi recettori hanno di solito un effetto lipolitico, ossia di degradazione del grasso, ma al verificarsi di uno squilibrio del loro rapporto, il loro effetto muta e diviene antilipolitico, favorendo quindi la sintesi del grasso corporeo.

Cosa NON mangiare per combattere la cellulite

Viste le cause biologiche della cellulite, cerchiamo ora di considerare i rimedi alimentari da mettere in atto per contrastarla il più possibile.

  1. NO a colazioni ricche di zuccheri: la cortisolemia(eccesso di cortisolo nel sangue) elevata al mattino determina scarsa sensibilità insulinica; l’elevazione dell’insulina determina maggiore effetto estrogenico innescando tutti quei meccanismi detti finora, quindi meglio fare una colazione più ricca in proteine e grassi (es. uno yogurt greco con della frutta secca).
  2. NO a pranzi veloci con alimenti confezionati: i metalli pesanti, gli antinutrienti e i latticini causano alterazioni nella produzione ormonale. Meglio una finestra di digiuno tra colazione e pranzo o consumare al massimo della frutta.
  3. NO a diete restrittive prolungate: una restrizione eccessiva e prolungata determina l’aumento della cortisolemia basale con perdita di tono muscolare e aumento del grasso sottocutaneo. Meglio diete ciclizzate, con giornate a basso (o nullo) contenuto di carboidrati e più alto contenuto di grassi alternate da giornate in cui i carboidrati sono reinseriti in quantità normali. L’obiettivo è quello di alternare periodi in cui si “smantella” grasso corporeo a periodi in cui si “ricostruisce” massa muscolare. Questo accade perché viene aumentata la flessibilità metabolica e le cellule vengono indotte a ossidare più efficacemente i grassi.
  4. NO a diete iposodiche: non bisogna eliminare del tutto il sale dalla dieta, perché il nostro corpo necessita di un giusto equilibrio elettrolitico, quindi meglio usare moderate quantità di sale marino integrale.

Cellulite e attività fisica

Si sente spesso parlare di attività fisica e dei suoi benefici per il corpo. Ma quando si parla di cellulite sappiamo quale praticare realmente per combatterla?
Vediamolo insieme!

  1. NO a corsi organizzati in palestra (ad es. spinning, zumba, ecc…) perché l’attività prettamente aerobica produce uno stress sistemico facendo aumentare così l’infiammazione del nostro orgnanismo e di conseguenza la quantità di cellulite, a causa dell’attivazione del cortisolo sottocutaneo. Meglio quindi evitare un’attività aerobica prolungata, se non ben programmata e seguita da un personal trainer, perché aumenterebbe la degradazione proteica con perdita di tono muscolare.
  2. SI, invece, a ponderati allenamenti prevalentemente anaerobici, perché un alto stimolo muscolare delle zone di accumulo ci aiuta a smaltire grasso, a tenere a bada la cronicizzazione dell’infiammazione e, oltre ad essere facilmente inseribili nella vita quotidiana, danno lo stimolo giusto senza incrementare lo stress sistemico, che come già detto è quello che porta all’aumento dell’infiammazione e della cellulite stessa.

In questo caso il consiglio è quello di eseguire 1-2 volte a settimana allenamenti ad alta intensità (pesi, corpo libero) e facoltativamente un allenamento cardio a settimana, per favorire l’ossigenazione dei tessuti.