Le ragadi anali sono lesioni cutanee del canale anale causate nella maggior parte dei casi dall’espulsione di feci dure o voluminose. A seconda della gravità, queste possono formarsi sia sulla parte esterna dell’ano che su quella interna.

Lo sforzo attuato al momento dell’evacuazione  provoca un’eccessiva dilatazione del canale anale che in determinate situazioni, predispone alla lacerazione della parete.

Le ragadi anali: i sintomi più comuni

La lesione anale può mostrarsi di colore rosso brillante e provocare un forte dolore durante e dopo la defecazione.

I sintomi più comuni sono quelli paragonabili ad un taglio (dolore puntorio), seguito spesso da una immediata sensazione di bruciore. Dopo la  defecazione si può anche avere emissione di sangue rosso vivo e il forte dolore può estendersi alla muscolatura anteriore del pavimento pelvico.

Le ragadi anali: come curarle con la dieta

L’obiettivo primario della dieta è quello di regolarizzare l’alvo, cosicché le lesioni possano cicatrizzarsi.

In alcuni casi, però, la sola dieta non è risolutiva e bisogna ricorrere ad una visita medica specialistica.

In molti altri casi invece una corretta alimentazione può essere la soluzione. Il consiglio è quello di seguire una dieta equilibrata, mirata alla riduzione della consistenza delle feci  per renderle quanto più molli.

Questo risultato lo si può ottenere attraverso l’assunzione di cibi ad alto contenuto di fibre solubili come legumi, avena, orzo, frutta fresca e broccoli.

Oltre a questi alimenti è consigliabile incrementare sia l’utilizzo di oli vegetali (olio di cocco, olio di mais, olio di soia, ecc…), i quali favoriscono la velocità di transito del cibo nell’intestino, sia l’ingestione di una notevole quantità  di acqua (oltre 2 litri al giorno).

Le ragadi anali: i cibi da evitare

È di rilevante importanza ridurre tutti i cibi irritanti come il peperoncino, il pepe nero, lo zenzero, l’aglio e la cipolla.

Stesso discorso vale anche per le bevande alcoliche e quelle eccitanti come tè e caffè.

Va detto, infine, che una dieta troppo ricca di grassi e di proteine altera il pH fecale e di conseguenza la flora batterica intestinale. È quindi consigliabile assumere dei probiotici, in modo tale da contrastare la flora batterica putrefattiva, che gioca un ruolo negativo nella guarigione.